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40 anni fa l'Italia entrava nel mondo di Internet


Il 1986 è stato un anno particolare e soprattutto fondamentale per almeno tre ricorrenze.

Il primo evento fu il Disastro dello Space Shuttle Challanger, che il 28 gennaio 1986 dal Kennedy Space Center, si distrusse dopo solo 73 secondi dalla partenza per una guarnizione che si ruppe, provocando la morte di 7 persone, 6 membri dell'equipaggio e 1 insegnate: Dick Scobee, Michael John Smith, Judith Resnik, Ellison Onizuka, Ronald McNair, Gregory Jarvis e Christa McAuliffe, selezionata per essere la prima insegnante in un programma spaziale, nell'ambito del progetto Teacher in Space.

Il secondo, accadde il 26 aprile 1986 è ricordato come il più grave incidente nucleare della storia dell'Umanità, il Disastro di Chernobyl, quando scoppio il reattore numero 4 della centrale per un grave errore umano, buttando nell'aria una quantità immane di materiale radioattivo le cui scorie arrivarono anche in Europa prima nei paesi scandinavi e poi nel resto d'Europa.

Il terzo, è uno dei più importanti, per l'Italia, e forse per il mondo accadde il 30 aprile 1986: l'Italia per la prima volta si connette a Internet: il primo ping parte dal Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (CNUCE) di Pisa, oggi CNIT; la risposta arriva prontamente dalla stazione satellitare di Roaring Creek, Pennsylvania. L'Italia diventa così il quarto nodo ARPANET europeo dopo Regno Unito, Norvegia e Germania.

Il segnale viaggia attraverso un cavo SIP (il nome TIM negli anni '80 del XX Secolo) fino all’Italcable di Frascati, da cui partivano le chiamate internazionali, e poi arriva a Fucino, in Abruzzo, da dove viene mandato in orbita verso il satellite Intelsat IV che lo spedisce negli Stati Uniti. 

La rete era ARPANET, la prima originaria nata a scopo militare (1) nel 1969, ma nel 1974, Vinton Cerf e Bob Kahn, introdussero quello che è il protocollo che consente a tutti (anche a te, caro lettore) di poter navigare tra le reti: il TCP/IP.

Questa innovazione consentì intorno il 1983 di scorporare le reti di tipo militare (denominata DARPA) e l'attuale rete Internet per uso civile.

Gli artefici di questa operazione furono di primo collegamento ad Internet furono: Antonio Blasco Bonito, sistemista esperto di protocolli di rete; il compianto Stefano Trumpy, al tempo direttore del CNUCE di Pisa (Centro nazionale universitario di calcolo elettronico, parte del Cnr e oggi non più esistente); Luciano Lenzini, ricercatore e responsabile del reparto networking sempre del CNUCE, uno dei più avanzati nodi europei del settore.

Fu proprio Luciano Lenzini a convincere Bob Kahn a raggiungerlo nel nostro paese per mettere a punto la configurazione tecnica necessaria a connettere due nazioni separate da un oceano.

Seppure eravamo un paese avanzato (del resto il primo PC della storia nasce ad Ivrea con il Programma 101 della Olivetti), il problema infrastrutturale della rete telefonica italiana è stato il grande collo di bottiglia per la diffusione di Internet nel nostro, oltre ad una bassa cultura informatica che, forse, tutto sommato ancora oggi esiste.

Prima di Internet in Italia si usava il Videotel della SIP nato intorno il 1985, e per accedere al servizio si utilizzava un terminale a noleggio dalla SIP al canone di 7.000 lire al mese, con monitor monocromatico da 9 pollici e modem che poteva ricevere alla velocità di 1200 baud, e trasmettere a 75 baud. 

Il terminale componeva il "165" (in tempi successivi, 1651), mediante scatto telefonico iniziale, e la tariffazione successiva all'intestatario della password, associata ad una utenza telefonica. 

Con la creazione del servizio 1651, fu creato il servizio parallelo 1652, che impiegava uno standard grafico differente e non era compatibile con i precedenti terminali.

I "fornitori di informazione" erano coloro che compravano una pagina videotel (e relative sottopagine) e potevano gestirla, in modalità "Prestel", inserendo o dati e servizi o rimandi e link che dirottavano l'utente negli elaboratori del fornitore che gestiva informazioni in modalità "Teletel" con, il più delle volte, tariffazione a tempo. 

Ogni pagina poteva avere un costo da 0 a 9.900 lire in modalità "Prestel" o a minuti (220 lire) in modalità "Teletel". 

Quando si visionavano tali pagine, il costo veniva addebitato non sulla linea telefonica, ma all'intestatario della linea telefonica la cui password associata era stata usata per l'accesso.

Poco noto era che nel 1987 fu rilasciato un "Adattatore Telematico" per Commodore 64 che poteva connettersi al Videotel



Cliccando sull'immagine c'è il manuale SIP per collegarsi


Di seguito alcuni Spot Videotel




Ma sarà solo con Windows 95 (2) che Internet entrerà in tutte le case sia negli USA che in Italia (la prima versione con il Plus Pack includeva Internet Explorer 1, mentre la OSR 2 del 1996 includeva Internet Explorer 3 nativo)

Ecco una serie di Spot anni '90 della primitiva Internet






Quel collegamento fatto con cavi e vecchia linea telefonica (oggi in molti casi e comuni c'è la fibra se non in casa, sicuramente mista fibra/rame, si è passati alle reti mobili e credo che questo spot successivo forse la dica lunga su dove siamo e dove potremmo, prima o poi, arrivare



A distanza di 40 anni quel singolo segnale è diventato una rete che connette un'intera nazione che si approccia verso il futuro


Note

(1) 


(2)


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