Era il 29 gennaio 2001, ore 13.50.18, e Tucows Inc. attivava per conto mio il dominio dicecca.net, segnandone di fatto la data di registrazione.
In un mondo ormai dominato da siti e da Social, oltre all'AI che è il fenomeno degli ultimi 2 anni (al quale abbiamo dato una Copertina Giacobina nel 2024 del MONITORE NAPOLETANO, ben prima di altre testate che lo hanno fatto quest'anno), ripercorrere gli ultimi 25 anni di dicecca.net è come ripercorrere gli ultimi 25 anni della nostra storia e quella informatica.
Certamente non annoierò (spero) il lettore con quello che è accaduto nell'ultimo quarto di secolo, ma sicuramente proverò, a volo d'uccello, a ripercorrere a grandi linee quello che è stato per riuscire a comprendere come il mondo intorno a noi sia cambiato radicalmente a cavallo tra XX e XXI Secolo.
Come molti di Voi, affezionati lettori, sapranno, sono un grande appassionato del Kolossal di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello Spazio, ed è stato quasi una nemesi quando proprio agli inizi del 2001 ebbi l'occasione di registrare quello che è considerabile uno dei, pochi, domini che hanno resistito per un quarto di secolo, senza essere brand di marchi famosi, ma solo una identità digitale ferocemente difesa e proposta nel corso del tempo.
A settembre 2025, su questo blog, proposi un articolo che raccontava la fine dell'era in cui questo dominio nacque, ovvero l'era dei 56k fatta dai famosi modem che occupavano la linea telefonica casalinga per ore intere.
Oggi sarebbe impensabile un evento simile (anche se non del tutto inusuale con gli smartphone, visto che capita che la rete radiomobile se occupata al telefono possa non funzionare a dati), eppure a cavallo tra il 1998 ed il 2001 (anche un po' oltre) era la norma, in quanto le DSL (Digital Subscriber Line, Asincrone o Fibra) erano praticamente inesistenti a livello consumer, se non a livello ISP tipo ItaliaOnline, tipo Tin.it, tipo Technorail-Aruba.it, tipo MC Link (che spiegheremo ed avrà un ruolo cruciale in questo racconto),
Le connessioni avvenivano tramite un dispositivo collegato alla rete telefonica che trasformava in segnali comprensibili al computer quegli strani rumori che si era soliti sentire quando si alzava il telefono durante la connessione.
E' inutile dirlo che la velocità era ai limiti dell'impossibile già all'epoca senza fare paragoni.
Cosa anche poco nota è che, in un panorama che comunque vedeva la connessione pagare lo scatto della telefonata (e si, prima dei piani forfettari nazionali, le telefonate si pagavano un tot ogni minuto per le telefonate urbane, il cui costo aumentava) aveva anche un costo il servizio di abbonamento ad Internet.
In buona sostanza si pagava anche il provider che ti consentiva di accedere ad Internet, il cui costo poteva variare dalle 50.000 alle 150.000 Lire Italiane (d'epoca) all'anno.
Io per accedere feci un abbonamento 56k a MC-Link che all'epoca era l'unico ISP (Internet Service Provider) che usava il protocollo X2 a 56k di 3Com-USRobotics (per la cronaca 3Com è stata acquisita da HP e USRobotics, che ancora esiste, fa parte del gruppo Unicom), in quanto il Protocollo V.90 e V.92 non esistevano ancora e il K56flex (quello più diffuso e meno efficace) era parte della Rockwell.
Ma in Italia, ad essere ottimisti, si viaggiava a 33Kbps.
MC-Link era nata nel 1986 e nasceva come bulletin board system commerciale abbinata alla rivista MC Microcomputer (da cui ha derivato il nome, ma io collaboravo con la concorrenza 😅).
Nei primi anni '90 fu uno dei primi ISP italiani. Da quando operava come società commerciale autonoma (1998) offriva servizi prevalentemente rivolti al settore professionale, ed aveva una rete a Fibra ottica proprietaria a Roma, dove era nata.
Insomma era il meglio che potessi sperare in quel frangente.
Nel contratto era previsto anche la registrazione di un dominio con attivazione dello spazio sul sistema interno di spazio (parliamo di pochi MB).
E 25 anni fa, lì nacque: dicecca.net
Il resto è Storia (anche nel vero senso della parola) e quel sito fu uno dei primi lavori che feci in materia.
Di particolare interesse è che avevo creato anche una versione WAP (Wireless Application Protocol, spot sotto), ovvero una versione ottimizzata per i primi cellulari (clicca qui) che si connettevano ad Internet nati proprio nel 2000, di cui non posso non ricordare il mitico Nokia 7110 a banana
dicecca.net nel corso di un quarto di secolo si è evoluto, involuto, ha cambiato idea, e poi, potendo anche gestire i DNS è diventato copia di sé stesso, a partire da questo blog, che com'è noto dal 2021 pur rimanendo essendo un sistema esterno e proprietà di Google, dove siamo da oltre 20 anni, è stato possibile usare un dominio personalizzato come blog.dicecca.net .
Ovviamente anche gli altri siti personali, come quelli che erano nati nel tempo del cosiddetto Free Web, piccoli spazi offerti da alcuni imprenditori del settore (tipo MC Link, ma Tiscali ha, ancora per poco, fino al 01-02-2026, qualche sito ancora) che poi furono comprati dai grossi player del mercato.
In quel momento storico (2001) era tutto senza una definizione precisa senza una regola ferrea, senza nulla e tutto da inventare.
Avere un dominio in quel tempo era come avere qualcosa di talmente innovativo che lasciava spazio all'immaginazione del futuro, anche perché il tutto si costruiva con Blocco Note e con molta pazienza.
Senza contare poi gli eccessi che si ebbero (soprattutto negli USA) con persone che volevano cambiare il proprio nome o cognome con il nome a dominio.
Su dicecca.net poi furono anche interessanti i cambi server, fino a costruirselo in casa ed usare quello per più di un anno con tanti se e ma che furono di successo (Progetto THE MATRIX MACHINE, qua raccontato nei dettagli), per poi ritornare alla fonte originale (Aruba.it, che fu, ed è il server sul quale esiste da sempre, salvo qualche piccolo periodo intorno al 2015, ma per ragioni futili)
Insomma 25 anni sono anche il pretesto per guardarsi dentro e vedere anche come si è cambiati nel corso di 1/4 di Secolo.
In un modo dominato a piattaforme social dove l'individualità è ridotta al solo tipo di contenuti che si mettono su una pagina, di tante pagine praticamente tutte uguali, e con il sistema censore che giudica e blocca cose (ci sarebbe sempre un Articolo 21 della Nostra Costituzione a tutelare la libertà di pensiero), chissà, forse il ritorno ai siti, come accadeva 1/4 di secolo fa potrebbe essere anche l'inizio di un ritorno al piacere di fare piuttosto che essere semplici fruitori di sistemi altrui.
Ma chissà, a volte il mondo per ritrovare sé stesso deve fare parecchi giri prima, ma una cosa è certa, sarà bello festeggiare di nuovo insieme il mezzo secolo di questo dominio che come pochi nati da idee ed iniziative personali, sono diventati una sorta di colonna portante di Internet come lo conosciamo.
L'unica cosa che mi lascia stupefatto è il fatto che nonostante tutto, dopo 25 anni siamo ancora qua, quando MC-Link non esiste più (come la rivista MC Microcomputer e tante riviste famose sue contemporanee), la citata Omnitel, e soprattutto quella Nokia che quasi un ventennio era sinonimo di telefono mobile (o cellulare come si usava all'epoca) e soprattutto di innovazione e resistenza al tempo e alla vita.
dicecca.net ha vissuto anche in questi dispositivi, come sui vari Windows 9x (Windows 98 e Windows Millenium Edition), Windows 2000 per non parlare del mio capolavoro di Windows XP (scusate la falsa modestia, ma ero nel Team Beta, proprio in quel 2001... altro venticinquennale e nei Team Beta dei precedenti citati) e trasformarsi poi in Linux.
Una versione di com'era Internet all'epoca è rimasto in questo link e porta con se i colori e le aspettative di quello che si poteva fare (o si sperava) nel primo decennio del XXI Secolo
E che dire di più, se non:
Auguri e Buon 25° Anniversario







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