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Che mondo sarebbe senza Apple? - 50 anni della mela morsicata


(iMac G3 Strawberry 1999, con scanner Epson Photo 1250, e Software Boxed)
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Apple, per me, è sempre stata l’altra faccia dell’informatica, quella contrapposta alla mia visione più Gatesiana, ovvero aperta a tutte le possibilità, piuttosto che relegata a specifici modelli chash&carry, belli, affascinanti, ma fortemente rigidi.

Eppure, in quel 1998, mentre lavoravo al mio più corposo (per ora) volume su Windows (How To Use Windows 98), non potetti non citare, forse con una certa invidia, che il nuovo iMac di Apple, aveva del tutto eliminato le porte RS-232 (Seriale) e IEEE 1284 (Parallela o Centronics) ma usava solo quella strana nuova invenzione chiamata USB, che poteva usare ben 127 periferiche contemporaneamente.

Ma soprattutto aveva messo in una scatola giocattolosa e affascinante (progetto di Jonathan Ive) un computer All-in-one, che da quel momento avrebbe segnato l'iconografia stessa dell'informatica consumer

Dopo il mezzo secolo di Microsoft, e dopo i primi 40 anni del Macintosh, il 1° aprile 2026, celebriamo il mezzo secolo della mela mozzicata, Apple Inc., ma questa celebrazione la vorrei approcciare da chi è da sempre stato dall'altra parte della barricata.

Gli informatici si suddividono in due categorie, esteti ed ingegneri.

I primi sono sempre attenti alla forma, all'estetica alla capacità di saper attrarre, mentre i secondi, hanno il dogma di fede, potremmo dire, del deve funzionare a tutti i costi!

Di esteti, nel corso della storia dell'informatica ce ne sono stati, che hanno dato forme accattivanti, potremmo definire in qualche caso spaziali, come il periodo degli anni '50 e '60 del XX Secolo, che vide la corsa allo Spazio tra USA e USSR (ex Unione Sovietica), e come chi ricorda 2001: Odissea nello Spazio, l'idea di design spaziale era un trend ben noto in quel periodo.

Steve Jobs, fu l'esteta, carismatico e volitivo (come si intende per un Acquario essendo nato il 24 febbraio, Acquario, mentre Gates nacque il 28 ottobre, Scorpione, entrambi nel 1955) ebbe l'idea di coniugare bellezza ed efficienza in un dispositivo tecnologico di diffusione di massa.

Certo non fu il primo, già nel 1977, Larry Hittle curò l'estetica del Commodore PET 2001, con quella forma trapezoidale che faceva tanto il già citato 2001, ma Jobs e soprattutto Steve "Woz" Wozniak ha dato fin dall'Apple II (del 1977, coevo del Commodore PET 2001) una visione che rivoluzionò il concetto stesso di informatica: non più solo strumentazione complessa, per nerd dell'epoca, da relegare nell'ormai celebre garage dove nacquero molte molte startup della Silicon Valley di quegli anni, ma veri e proprie opere d'arte da esporre con orgoglio negli studi, e perché no, anche nei salotti delle case di tutto il mondo.

Apple I del 1976, fu ovviamente un prodotto destinato ad un mondo homebrew, di appassionati di tecnologia, allo stesso modo del mitologico MITS Altair 8800, quello che diede lo spark energetico iniziale alla Microsoft di Bill Gates e Paul Allen (quasi il tocco elettrico di Dio della Cappella Sistina al Vaticano), ma fu con Apple II, che il mondo Apple iniziò a prendere forma.

L'idea di interoperabilità tra sistemi, è un concetto tutto sommato "recente" nel mondo dell'informatica, cioè quello di poter condividere gli stessi dati su più dispositivi diversi per costruzione e manifattura, ed infatti, fino alla metà degli anni '90 ognuno produceva per se l'infrastruttura, anche a parità di componentistica, e qualche volta anche quella era prodotta in casa (come nel caso del Commodore 64, dove Jack Traimel comprò MOS per i circuiti ed il Microsoft BASIC per il software ready-to-use)

Apple ha sempre perseguito questa strada, creando da un lato un gruppo di fedelissimi che citando Steve Ballmer del film I pirati di Silicon Valley, Jobs era riuscito a far diventare un sistema tecnico quasi in una religione, mentre aveva allontanato, di fatto, chi cercava un sistema espandibile che potesse adattare alle esigenze investendo (in senso stretto) per comprare estensioni interne ed esterne al proprio computer.

Da colui che è vissuto dall'altra parte della barricata, questo principio non lo ha mai accettato.

Certo, il primo Mac (nel 1984, all'uscita, avevo poco più di 6 anni ed era lontanuccio come sistema, sotto tutti i punti di vista), ma il fatto stesso di avere come unica necessità una presa di corrente per farlo funzionare, iniziò ad essere affascinante per molti, soprattutto per l'interfaccia grafica che per il tempo era rivoluzionario.

Ok, ho capito, Apple Lisa era di un anno prima e faceva grossomodo le stesse cose, ma come Apple ci ha insegnato è che le cose non devono uscire prima, devono uscire al momento giusto.

Tra la prima Apple di Jobs e la seconda, dove fu cacciato, la differenza si iniziò a vedere, i prodotti si erano allineati a quelli similari degli altri produttori (allora tirava molto la visione IBM PC, anche se IBM stessa nel 1990, tirò fuori dal cilindro il PS/1 che nella costruzione era molto simile al Mac)

Nel frattempo Jobs aveva acquistato da un lato la Pixar (Oscar per Toy Story nel 1995, primo film interamente in CGI) e poi aveva fondato la NeXT Computer, dove Jobs portò all'esasperazione il suo principio di estetica nel design industriale (e sul quale computer fu inventato al CERN il World Wide Web da Sir Tim Berners-Lee)

Come detto, in quel 1998, un anno dopo il suo rientro in Apple, Jobs tirò fuori uno degli oggetti più significativi dell'informatica della fine del XX Secolo l'iMac G3, ed aggiungo che personalmente lo reputo il progetto/prodotto più vicino alla mia personale storia informatica più del Macintosh del 1984.

Una macchina che come il suo predecessore rivoluzionò completamente il mondo dell'informatica sia dal punto di vista estetico, ancora una volta, sia dal punto di vista tecnico, ponendosi, come al solito, in opposizione al duopolio Wintel (crasi tra Windows ed Intel) che dal 1995 in poi ebbe una ascesa senza precedenti.

Vale la pena ricordare che Jimmy Wales e Larry Sanger nel 2001 lanciarono il primo prototipo di enciclopedia digitale pubblica: Wikipedia, e quel progetto nasce proprio su un iMac G3.

Va anche ricordato che proprio per la loro estetica, molti prodotti della Apple sono entrati di diritto nei più importanti musei di arte contemporanea del mondo come il MOMA di New York o Victoria & Albert Museum di Londra

Dall'iMac G3, Apple non ne sbaglia una e rivoluziona pezzo a pezzo il mondo Digital Consumer, come l'iPod, l'iMac nelle sue incarnazioni, l'iPhone costruito in contrapposizione ai già affermati Blackberry, Nokia (che dominava il mercato) e Windows Mobile / Windows Phone, riuscendo a prendersi praticamente l'intero mercato degli smartphone (ed incredibilmente usato anche per girare il film 28 anni dopo di Danny Boyle), con l'idea dello schermo touch sul quale si fa tutto compreso digitare sulla tastiera ed infine l'iPad che quando uscì fu accusato di essere un iPhone vitaminizzato, e di recente, l'iWatch.


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(iPhone 4) Archivio Storico Privato dicecca.net



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(iPad 2) Archivio Storico Privato dicecca.net


E paradossalmente tutti questi oggetti sono tutti rigorosamente chiusi dal punto di vista software, creando l'eco sistema Apple, eppure vendono a tutti, indistintamente dall'appartenenza ideologica.

A me, che sono sempre stato dalla parte di Windows, negli ultimi tempi, grazie all'interoperabilità, cui pure Apple si è aperta, seppur in minima parte (una cosa singolare: non posso mandare via Bluetooth una immagine da un iPhone al PC, ma al Mac o iPad si, tramite AirDrop), mi sono in parte convertito all'uso dei prodotti Apple (Windows App Mobile, ha una parte importante in questo gioco... 😅, come per Android e ChromeOS), e forse vale anche per me il vecchio detto giapponese "Si nasce shintoisti e si muore buddisti", che trasmutato potrebbe essere "Si nasce Windowsiano e si muore Appleniani" 😂


(MacBook Air, iPad A16 11th, iPhone 11)
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E' poco noto, ma la Apple vanta nella sua bacheca, uno dei più importanti riconoscimenti a livello mondiale sul Design Industriale conferito nel 2014: il Compasso D'Oro, con questa motivazione:

Il Premio Compasso d'Oro è un importante riconoscimento che viene assegnato ogni 2 anni dall'Associazione per il disegno industriale con l'obiettivo di premiare e valorizzare la qualità del design italiano. Si tratta del più antico e prestigioso premio di disegno industriale al mondo

Eppure, pur con tutti i limiti che gli informatici di qualunque genere e tipo vedono in questi dispositivi, nasce una domanda importante, parafrasando un vecchio spot: Che mondo sarebbe senza Apple?

E visto che non si può parlare di Apple senza parlare di Jobs, mi piace chiudere con uno dei discorsi più importanti del XXI Secolo, quello ai neolaureati della Stanford University (forse l'altro è quello di Mario Draghi alla BCE del 26 luglio 2012 quando pronunciò il "Whatever it takes" sul salvataggio dell'€uro), in cui pronunciò il celebre Stay hungry Stay foolish, e soprattutto nel quale Jobs racchiude tutta la sua parabola imprenditoriale e umana che lo hanno portato alla Fondazione e quasi Ri-Fondazione di Apple, mostrando senza veli il suo pensiero Umanistico-Tecnologico che forse oggi è andato sfumando



Buon Mezzo Secolo, seppur dalla parte opposta della barricata.... 😁




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