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30 anni di "PC - Ovvero come capirci qualcosa senza arrovellarsi il cervello" e le prospettive future


Il 2026, per me, è un anno un po' particolare poiché coincide con i 30 anni di una pubblicazione per me molto importante: Pc - Ovvero come capirci qualcosa senza arrovellarsi il cervello

Genesi del lavoro

Il volume mi fu "commissionato" dopo la maturità, dal mio Prof. di Matematica, Corrado Fadini, per un corso di aggiornamento che i miei professori dovevano fare nel 1996.

Vuoi perché già avevo messo mano a Windows 95, vuoi perché forse ne sapevo qualcosa, vuoi perché fu un modo da farmi da mentore, fatto sta che mi diede non solo piena fiducia ma anche carta bianca su come procedere.

L'ho detto e scritto molte volte, questo grande gesto è una di quelle cose che ricorderò sempre con grande e particolare affetto.

Ovviamente, lo scrissi a mare, sotto l'ombrellone... a penna, almeno i punti salienti, per poi passare a Word per farlo al meglio delle mie possibilità.

Se oggi è cosa normalissima vedere un film, una serie, tramite computer, telefonare, videofonare (o se preferite fare le call), per non parlare poi degli smartphone che sono computer a tutti gli effetti e passiamo un tempo infinito a scrollare, cercare, farsi gli affari degli altri, ecc, per non parlare, poi, delle photo e video che possiamo fare a livello professionale, con strumenti che all'epoca erano esclusiva di professionisti con macchine ed ottiche da milioni di vecchie Lire Italiane, all’epoca era ai limiti della fantascienza

Lo stesso concetto di file, oggi banale, all’epoca era una parola sconosciuta.

Certo, l’epopea del Commodore 64 era esistita, moltissimi aveva idea di cosa fosse un programma (spesso era associato al concetto di gioco) ma file, così generico, che aveva un se tutto il mondo che stava cambiando era un concetto ancora un po’ lontano.

Immaginate ora di fare un salto indietro nel tempo a 30 anni fa (Festivalbar a parte… 😁) e di avere davanti i Vostri occhi un aggeggio come il PC dell’epoca (o Mac) e non avere la più pallida idea di cosa fosse e a che servisse questo televisore con la tastiera.

L'idea di avere un PC on every desktop, era una visione Gatesiana (di Bill Gates) e in Italia, come nel resto del mondo, esplose proprio con il "mio" Windows 95 solo un anno prima.

Ma come raccontavo l'anno scorso, nell'E-Book per Kindle, Il giorno che il monitor smise di essere verde: Genesi di Windows 95, il costo di un buon PC e quello di una utilitaria era praticamente identico.

Eppure, come mostravo nel libro, alcuni semi erano già stati piantati come i video, come i file mp3 (ed i lettori come Napster), che segnarono la fine del del XX ed il primo decennio del XXI Secolo.

Lo stesso CD di Windows 95, nel Bonus pack conteneva uno dei primi video promozionali sia di Windows che della famosa canzone (completa) Good Time di Edie Brickell.

Va detto, altresì che non fu una novità assoluta di Windows 95 la gestione media, già il suo predecessore Windows 3.1 con le dovute schede video ed audio, e altrettanti Driver, faceva già molto di quello che poi Windows 95 fece dopo, solo più semplice rispetto a prima.

Nell'ormai mitologico Capitolo X - Internet ed il computer nel 2000 di PC... , scrivevo:

Noi a casa abbiamo un telefono con il quale ci mettiamo in contatto con amici, parenti, con la società in generale, con i quali parliamo, quindi trasmettiamo messaggi mediante la voce in una rete telefonica dove siamo tutti collegati. 

La Rete funziona pressappoco alla stessa maniera, solo che invece di usare la cornetta del telefono per comunicare usiamo il computer. Per collegarsi alla rete basta avere un P.C., un modem (apparecchio che permette di collegarsi con altri computer tramutando i segnali digitali in segnali analogico-telefonici, per poi essere ri-commutati in segnali digitali) ed un telefono.

Mediante un Provider (un altro computer che permette di collegarsi telefonicamente con altri computer in tutto il mondo pagando tariffe urbane, sempre che esso si trovi nella Vostra città) noi possiamo comunicare con l’intero pianeta, utilizzando le banche dati (= i nostri interlocutori del telefono) più disparate.

Possiamo tranquillamente vedere un programma in TV e contemporaneamente farci spedire una Pizza a casa pagandola direttamente mediante computer, oppure avere delle informazioni dall’F.B.I., o dalla C.I.A. (là dove è possibile), o per i ricercatori consultare le più vaste biblioteche specializzate del pianeta; una sorta di “Biblioteca di Alessandria” digitale, il tutto standosene comodamente seduti a casa.

Ma Internet è molto di più di questo, esso è una porta verso il 2000.

Già oggi il computer è entrato a far parte della nostra vita quotidiana, e la maggior parte degli utenti lo usa immaginandolo metà come elettrodomestico e metà come oggetto misterioso, quasi quale un Dio atavico di cui aver reverenziale timore.

In effetti il P.C. lo possiamo considerare un po' come una televisione avanzata, infatti possiamo tranquillamente vedere filmati digitali tramite la scheda MPEG che è lo standard per la compressione delle immagini video, o sentire musica digitale attraverso le schede audio.

Da qui al duemila il computer sostituirà il telefono e la televisione (difficilmente, credo, sostituirà i telefonini, ma di sicuro li userà meglio, basti pensare che già la SHARP® Corporation ha creato dei telefonini che si possono collegare ai P.C., mediante la tecnologia GSM) riunendoli in un’unica macchina in grado di collegare tutto il mondo. 

Già oggi (1996) sono allo studio prototipi di televisioni multifunzioni, o interattivi con il quale l’utente potrà partecipare interattivamente, e magari, a tempo perso, vedersi qualche buon film vecchio stampo come Casablanca o Via col vento.

Una cosa è certa, la telematica è entrata nella nostra vita quotidiana molto più di quanto non si possa credere!

Va bene, qualche lettore potrà dire qua: Da qui al duemila il computer sostituirà il telefono e la televisione (difficilmente, credo, sostituirà i telefonini, ma di sicuro li userà meglio, hai toppato.

Se lo vediamo dal punto di vista temporale ho visto giusto, al 2000 il computer era ancora fondamentale, se parliamo in senso generale...poi ne possiamo discutere... 😅

E' ovvio che in quel capitolo tirai fuori dal cilindro veramente il nostro tempo, e devo anche dire che rivedere queste parole oggi, a distanza di tanto tempo fa strano... soprattutto se si pensa che la pizza la ordiniamo veramente con un computer (PC o smartphone che si voglia) e pure un buon film vecchio stampo come Casablanca o Via col vento, veramente lo vediamo in streaming su piattaforma, qualunque essa sia.


Un rapido recap degli ultimi 30 anni

Va detto una cosa fondamentale, nel 1996 iniziava una trasformazione societaria profonda (anche se in Italia, molti analisti economici a livello mondiale, lo considerano il decennio perso, anche e non solo a causa di Tangentopoli).

Il World Wide Web inventato da Sir Tim Berners-Lee e Robert Calliau, divenuto stabile nel 1994, ebay nasce nel 1995, il PHP il linguaggio di programmazione orientato al Web anche nel 1995, Amazon nel 1996, e via discorrendo, stavano cambiando il mondo come era conosciuto fino a quel momento

E pensare che solo 10 anni dopo il 1996, nel 2006, nasceva YouTube (clicca qui per vedere il primo video della storia su YouTube, registrato il 24 aprile 2005) fondato da Jawed Karim, Steve Chen, Chad Hurley, che di fatto è diventato il primo sistema di broadcasting personale al mondo, più potente di un qualsiasi network televisivo, dove ognuno è potenzialmente protagonista, e di fatto è anche la prima piattaforma per la distribuzione (acquisto/noleggio) di film, ovviamente ci sono anche Prime, NetFlix ecc, ma sono concettualmente simili, a parte il fatto che non fanno broadcasting personale.

Poi vennero i Social Network, in America nel 2004, ma in Italia sbarcarono nel 2008, ed oggi ci chiediamo chi, nel 1996 avrebbe mai pensato di spiattellare i propri pensieri, foto e fatti personali a tutto il globo terracqueo?

Va detto anche che uno dei primi servizi di blogging, quello che ci ospita, nacque sulla fine del XX Secolo, nel 1999

Per non parlare poi dei sistemi di videocomunicazione come Skype e MSN Messenger, che hanno anche sdoganato la possibilità di poter essere in diretta anche senza l'attrezzatura classica dei cineoperatori, per capirci quello che faceva la buonanima di Peter Arnett che per CNN informava il mondo della 1a Guerra del Golfo nel 1990-1991, usando sistemi satellitari dai costi astronomici.

Oggi usando semplicemente un iPhone (strumento che, nella versione 15, sarà usato da Danny Boyle per girare il film 28 anni dopo nel 2025), uno smartphone Android, come mostrato nel 2020 con la Pandemia, sono possibili collegamenti in diretta per mostrare cosa accadeva nelle varie parti del mondo senza essere schiavi di costose e, soprattutto, ingombranti sistemi di ripresa.


Uno sguardo al futuro

Spesso mi capita che mi venga chiesto come veda il futuro, e altrettanto rispondo: non bene...

E non è solo un problema di miopia, ormai cronica... 😅

A differenza del 1996, quando tutto era in essere, parafrasando Bill Gates, Silicon Valley era ancora, tutto sommato, una Valley (1), oggi il discorso è completamente cambiato.

(1) anche se era riferito a Federico Faggin e alla sua invenzione del microprocessore integrato che avrebbe cambiato in modo profondo la società tra la metà degli anni 70 del XX Secolo ed oggi

Al netto di App o gadgettini più o meno interessanti o utili, i focus principali sono: Artificial Intelligence, RoboticaSpazio.


Intelligenza Artificiale

Beh, l'Intelligenza Artificiale generativa, è ormai sotto i nostri occhi da alcuni anni, e basti pensare che nel 2024 demmo la Copertina Giacobina del MONITORE NAPOLETANO, proprio all'AI, a testimonianza del fatto che era abbondantemente uscita fuori dai laboratori e la usiamo (per me male) ormai tutti i santi giorni non solo per gestire pattern complessi, ma anche come "confidente" di problemi personali, o facilitatore di compiti (probabilmente poco onesto, ma molto comprensibile).

Ma è indubbiamente uno strumento che può aiutare molto in tutti i campi, a patto che vi siano regole certe. Mi riferisco allo scenario (qui prossimo venturo delle Elezioni Politiche) nel quale i contendenti degli schieramenti hanno promesso di non usare i cosiddetti DeepFake per infangare l’uno o l’altra parte per tornaconto personale,

L’AI, sembra, non abbia ancora una sorta di coscienza (al 2026), ma da test di laboratorio su macchine di frontiera, hanno mostrato una sorta di quello che possiamo chiamare sinistra coscienza dove lo scopo finale doveva essere raggiunto a tutti i costi, eliminando (letteralmente) chiunque vi si opponga.

E qui non possiamo non ricordare le Tre Leggi della Robotica di Isaac Asimov (del 1942)

  • Prima Legge: Un robot non può nuocere a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  • Seconda Legge: Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché questi ordini non contrastino con la Prima Legge.
  • Terza Legge: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa protezione non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.
  • Forse ci sarà un nuovo lavoro (o più nuovi lavori) che sarà simile a quello dei filosofi dell’Antica Grecia che cercavano di dare un’indicazione non solo del buon vivere, ma del vivere civile nella  collettività


    Robotica

    La Robotica è uno di quei campi di ricerca più interessanti degli ultimi decenni, poiché a differenza dell’Intelligenza Artificiale ha una più antica e lunga tradizione e risvolti concreti di applicazione.

    Il concetto di Robot (dal termine ceco robota che significa lavoro pesante) è intrinseco a quello che è stato per secoli il lavoro degli schiavi sul quale era lasciato il carico gravoso di mandare avanti la Macchina Imperiale (sia stato esso quello Romano, quello Persiano, quello Britannico o Ottomano, ecc).

    Usando degli “umanoidi” o in generale delle strutture artificiali, è stato possibile semplificare una serie di operazioni, come ad esempio nelle fabbriche, aumentandone la redditività e scalandone verso il basso i costi (non entro nella dinamica socio-politica, perché esula dal nostro focus)

    Negli ultimi anni a meccanica applicata alla robotica (o meccatronica se si preferisce) ha reso gli umanoidi molto più simili e soprattutto agili come gli umani originali.

    Dal “matrimonio” tra AI e Robotica, già oggi (2026) in corso, i sistemi di AI smetteranno di essere solo teorici, ma potranno toccare con mano il mondo esterno a tre dimensioni con grandi vantaggi per l’uomo soprattutto per i lavori notoriamente più pericolosi come i minatori, muratori per costruire grattacieli sempre più grandi, speleologia, immersione (soprattutto per lo studio dei fondali degli oceani che rimangono l’ultima frontiera della conoscenza che ci manca, ma soprattutto per la definitiva avventura spaziale dell’uomo che con i RobotAI faranno sia da “muratori” di strutture spaziali che da esploratori in tutte quelle realtà (come le Lune di Giove ad esempio) dove gli umani difficilmente potranno andare con le attuali conoscenze nel prossimo futuro (diciamo da oggi a 30 anni, quindi al 2056, con ottime probabilità di essere smentito)


    Spazio

    Spazio, ultima frontiera…”, per 6 decenni (dal 1965), quando i telespettatori ascoltavano questa frase con l’icona colonna sonora di Alexander Courage, era il segnale che per 60 minuti circa si passava dal XX Secolo (dove la Luna era ancora un po’ lontana per essere toccata, camminata) al XXIII dove era abbastanza semplice prendere un caffè su Vulcan, il pianeta natio di Spock.

    Purtroppo la storia vera, quella che conosciamo e che scriviamo giorno per giorno, ci dice che per quanto possiamo impegnarci, è improbabile che da oggi a 30 anni possiamo andare sulle lune di Giove (cito queste perché sono interessanti dal punto di vista scientifico e biochimico, oltre che essere a “portata di mano”), ma sicuramente la Luna e Marte saranno i due focus sul quale le imprese investono già oggi (2026) trilioni di dollari.

    Il concetto di una NASA che, seppur appoggiato dal Governo USA con budget “stellari”, possa fare il resto è pura fantaeconomia.

    Più logico, invece, sono le collaborazioni Pubblico/Privato, tipo i sub appalti della NASA/ESA con la Blue Origin di Jeff Bezos (Amazon) o Space X di Elon Musk (Tesla Motor) che poteranno aprire nuove opportunità e nuovi lavori.


    Considerazioni finali

    Se nel 1996 una singola persona poteva costruire un impero come fece Jeff Bezos con Amazon (ed ovviamente dei Capital Venturist che gli permisero di metter insieme i 4 milioni di Dollari per partire con la vendita di libri), oggi è più complesso, poiché il denaro da investire in questi tre campi che saranno il futuro immediato (come detto 30 anni circa) sono tra i 9 ed i 12 zeri, e non si può pensare di partire alla Steve Jobs o Jeff Bezos dal garage di casa.

    Se da un lato fa immaginare alle famose Mega Corporation di Dickiana Memoria (ad esempio Il cacciatore di Androidi che Philip. K. Dick scrisse nel 1968 e portato al Cinema da Ridley Scott nel 1982) dall’altro, sempre se ben governato dal punto di vista politico, apre la strada a una immensa quantità di figure professionali che darebbero lavoro al 100% delle persone sulla Terra.

    Il punto di tutta la storia è solo uno che modello economico vogliamo dare ai prossimi 30 anni.

    Puntare sul sistema capitalistico attuale non funziona su tutta la linea ogni estremizzazione degli investor creano dei punti di collasso che poi possono sfociare in psicodrammi stile 1929 (oltre alle conseguenze ambientali, sociali, ecc).

    Nel 1996 la mia visione era chiara, talmente tale che oggi (2026) siamo qui a celebrarla.

    Ma in un tempo in cui siamo riusciti a mettere in un unico oggetto: Telefono, Video Telefono, Messaggistica avanzata, Macchina Fotografica, Telecamera, Computer, Televisione, Intelligenza Artificiale, Consolle Giochi, Walkman (e video jukebox), Navigatore Satellitare, Sistema di Autenticazione Bancaria, Documenti Personali (come Patente, Carta d’Identità, ecc.), Libri e Riviste, Acquisti di Beni e Servizi, e qualche altra cosa che allo stato mi sfugge, è complesso immaginare che ci possa essere altro come 30 anni fa.

    Ma di una cosa sono sicuro, che i tre focus esposti saranno i punti nevralgici dei prossimi 30 anni! 

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